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Le comunicazioni di oggi.
Ai giorni d'oggi, ci sono moltissimi modi per comunicare simultanealmente. A questo scopo si possono usare diversi mezzi: il cellulare, mandando messaggi, cosa che i ragazzi della nostra età fanno spessissimo e tante volte per scrivere più velocemente e per usare meno soldi, usano un linguaggio abbreviato che si può definire un codice che spesso solo i giovani capiscono. Con il computer si possono mandare e-mail con la propria posta elettronica e scrivere post e commenti su un blog ( ad esempio questo) o su siti come facebook, e con programmi per "chattare" come windows-live messenger. Invece, per comunicare a voce si può utilizzare il cellulare come telefono e il computer con la web-came.
La lingua italiana con tutte queste invenzioni e tecnologie si evolve e talvolta si "rovina", perché molti ragazzi anche con il computer su programmi per "chattare", per scrivere più veloce e dirsi più cose tra amici, scrivono in modo molto semplice e tante volte facendo errori grammaticali molto gravi; questa abitudine di scrivere, poi, può anche influenzare il modo di parlare.
Possiamo discuterne insieme.
Vedi anche qui.
Michelangelo, terza B.
Al Gruppo di Studio sulle nuove tecnologie:
TIC & POF
che si terrà a Gubbio il 23 e 24 Ottobre prossimo
la Prof. Maria Luisa Necchi interverrà con il seguente contributo:
CINQUE ANNI DI ESPERIENZE CON IL BLOG "LUISASCUOLA":
CONTATTI CON IL MONDO, SCOPERTE ED EMOZIONI.
Nel numero 5 del 15 Ottobre 2009
della rivista "Scuola e Didattica" Ed. La Scuola
è uscita l'UdA d'Italiano della Prof. Maria Luisa Necchi:
"Comporre in gruppo favole originali e presentarle in un ipertesto".
TIC & POF
Si discuterà sulle nuove Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione
nel Gruppo di studio residenziale
che si incontrerà il 23 e il 24 Ottobre a Gubbio.
L'articolo della Prof. Maria Luisa Necchi
"INSEGNANTI E GENITORI IN UN PROGETTO DI DIALETTO E TEATRO"
comparso sulla rivista "Scuola e Didattica" Ed. La Scuola
nel n° 13 del 15 Marzo 2005
si può ora leggere in questo file:

Maria Luisa Necchi.
L'articolo
"I NOSTRI RAGAZZI NON SANNO LEGGERE"
della Prof. Maria Luisa Necchi
comparso nel n° 11 del 15 Febbraio 2009
sulla rivista "Scuola e Didattica" Ed. La Scuola
si può ora leggere qui:

Maria Luisa Necchi.
L'articolo:
"LABORATORI, TRA IL DIRE E IL FARE"
della Prof. Maria Luisa Necchi,
comparso sul n° 1 del 1° Settembre 2008
della rivista "Scuola e Didattica" Ed. La Scuola,
è ora qui disponibile:

M. L. Necchi.
Riporto l'abstract del mio contributo al V Seminario di Gubbio sulle nuove T. I. C.:
Seminario Nazionale di Informazione-Formazione
Le tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione
Nuove Tecnologie in rete
Competenze di base e competenze evolute
Gubbio (PG)
18/19 aprile 2008.
Abstract
intervento:
Continuità e condivisione attraverso il blog Luisascuola: la composizione
della fiaba a più mani.
Maria Luisa Necchi.
Il mio intervento al Seminario del 18/19 aprile 2008 sulle Competenze di base e competenze evolute riprende l’argomento generale con riferimento all’uso del blog nella didattica, in specifico di Luisascuola, il blog che ho aperto nel Marzo 2004 e che uso con le classi dell’ I. C. “P. Ferrari” di Pontremoli, dove insegno lettere.
Presento inizialmente l’attività attraverso il blog nel suo principale aspetto della comunicazione e scelgo alcuni tipi di testo che ritengo particolarmente significativi, per illustrarne lo scopo ed evidenziarne le competenze di base che il mezzo permette di acquisire sia sul piano della lingua che su quello della comunicazione virtuale.
Seleziono i testi per categorie ed esamino la forma del diario, della lettera, dell’esposizione su eventi di folclore e il testo regolativo delle ricette, per passare ai racconti brevi e finire con i racconti a puntate a più mani, sui quali mi soffermo con maggiore analisi.
Prendo in esame Il bosco fantastico, la fiaba creata quest’anno scolastico dagli alunni della mia classe in cooperative learning, anzi in cooperative e-learning in quanto, attraverso il blog, vi hanno collaborato altre classi e altre scuole; non solo, ma la composizione è stata condivisa anche dagli alunni di quinte della Primaria, in una processo di continuità con la Secondaria.
Questo nuovo aspetto vuole evidenziare la potenzialità del mezzo virtuale di permettere contatti tra alunni lontani in un’attività di sharing, per conseguire lo stesso scopo che, in questo caso, è il raggiungimento di competenze nella produzione della lingua e dell’abitudine ad operare in équipe in modo ordinato e proficuo.
L’ altro importante obiettivo della composizione della nostra fiaba, quello di narrare in rete in cooperazione con ordini di scuola diversi, ha avuto lo scopo di accompagnare gli alunni di quinta primaria verso la scuola secondaria con naturalezza e gradualità.
Le slides fissano i punti salienti dell’intervento in un susseguirsi di puntualizzazioni e precisazioni.
Una breve bibliografia finale dei lavori in tema da me pubblicati completa l’attenzione sull’argomento.
Maria Luisa Necchi
Queste
le slides del mio intervento, già pubblicate qui.
Riporto il mio contributo al III Seminario di Gubbio sulle nuove T.I.C.:
Seminario Nazionale di Informazione-Formazione.
Le tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione
collaborare e condividere in rete.
31 marzo – 1° aprile 2006
Contributo di MARIA LUISA NECCHI.
LA DIDATTICA DELLA CONDIVISIONE SU LUISASCUOLA.
Luisascuola ha compiuto due anni.
In questo breve, ma ricco periodo, denso di riflessioni e di confronti volti alla ricerca del significato e del valore formativo del blog, alla scoperta dell’identità di uno strumento che si è imposto umilmente, ma decisamente nel mondo delle relazioni e, per la sua versatilità e semplicità, ha fatto presto il suo ingresso in quello dei giovani, Luisascuola è cresciuto nella pratica della comunicazione e nello spirito di condivisione.
Affascinata da questo nuovo prodotto dell’informatica che si stava imponendo nel mondo della trasmissione delle notizie e dei saperi, e convinta, dal primo approccio, di una sua insita forza nel comunicare nell’immediato e a molti idee e informazioni, non ho esitato a farlo conoscere e usare ai miei alunni per dar loro la possibilità di far conoscere le proprie opinioni e le loro attività a coetanei, vicini e lontani, perché le esperienze interiori fossero vissute insieme nella ricchezza del dialogo e la conquista della conoscenza non rimanesse di esclusivo possesso di coloro che l’avevano costruita assumendo, al di là della classe, la connotazione di un prodotto inerte, che non permette reazioni, ma divenisse piuttosto nella partecipazione ad altri un prodotto fertile, capace di produrre a sua volta esperienza e ulteriore sapere.
Lungo questi due anni, i post sono aumentati in modo considerevole (903 al 29 u.s.) e le categorie si sono arricchite; soprattutto si sono moltiplicati i diari: negli alunni è cresciuto il desiderio, lo chiamerei bisogno, di raccontare il vissuto delle loro giornate e in questa pratica sono emersi i giochi delle dinamiche di ricerca ed affermazione del proprio ruolo, in un linguaggio familiare e per questo efficace.
............... nel secondo tempo mi sono ripagato perché dopo un bellissimo cros di un mio compagno, io al terzo minuto segno e in quel momento ho pensato o entra o entra, perché questa partita bisogna vincerla; tutta la squadra, compreso il portiere, è venuta a festeggiare con me.
Io sprizzavo felicità da tutte le parti del corpo e quando sono andato in panchina, il nostro nuovo allenatore mi ha fatto i complimenti per il goal.
Il giorno 25 settembre sono andata da mia zia a Guinadi con mia mamma. Arrivate, abbiamo parlato un po' e dopo mia mamma ha deciso di andare per funghi;, a me e a mia zia sembrava un' ottima idea. Allora ci siamo incamminate per una stradina che portava al bosco.
All'inizio, non abbiamo trovato niente e stavamo cambiando idea, infatti volevamo tornare a casa, ma poi, ad un certo punto, io ho visto un porcino accanto ad un albero e mi sono precipitata per andarlo a prendere, però, correndo velocemente, sono caduta e mi sono sbucciata un ginocchio, mia mamma vedendomi si è messa a ridere .....
Ieri pomeriggio, 2 febbraio, verso le ore sei meno un quarto, al palazzetto dello sport di Pontremoli, abbiamo giocato la nostra prima partita del campionato di pallavolo femminile, l'under 14 nella squadra Il Bambarone. Ci siamo sfidate contro una squadra molto forte, Le Apuane.................
Il primo set l'abbiamo perso con molto svantaggio; nel secondo eravamo avanti di qualche punto e super felici: ma purtroppo ci hanno recuperato e abbiamo perso anche questo!
Ieri siamo andate alla fiera di San Geminiano, il patrono del nostro paese. Prima ci siamo trovate a casa di Silvia e, dopo aver giocato, ci siamo avviate per vedere il mercato. C'erano molte bancarelle e anche tanta gente. Le bancarelle più belle erano quelle dove c'erano articoli per ragazze e ci hanno molto interessato e vi abbiamo comprato delle magliette uguali.
.............
La prima forma di vera condivisione si è attuata nell’ambito della classe e questo non capita spesso; infatti, non sempre gli alunni partecipano in modo efficace a quello che svolgono in classe, il lavoro è sentito come dovere passivo e di routine, da sopportare e in questo modo non crea un’abitudine alla curiosità e alla ricerca del sapere. Un primo tipo di collaborazione cosciente si può realizzare attraverso le attività di laboratorio: il lavoro di gruppo si attua assieme ad altri compagni, alcuni dei quali sono elementi portanti e capaci di organizzare; altri eseguono compiti specifici e imparano a loro volta ad organizzarsi, tutti offrono il loro apporto in maniera personalizzata, secondo le abilità e soprattutto le attitudini.
Nell’attività didattica con il blog, la dinamica è diversa da quella del solito lavoro di gruppo, che si attua partendo dall’aula e finendo nell’aula e che ha il suo fine nell’elaborare un prodotto condiviso tra compagni per approfondire un argomento.
Qui, si tratta di comunicare ad altri, estranei alla propria comunità reale, le esperienze che sono del gruppo, inteso come classe: nessun elemento del prodotto è intuibile; la partita di calcio deve essere descritta in una cronaca puntuale e ben definita nei suoi elementi: i protagonisti non sono noti ai destinatari, come non lo sono i luoghi di ambientazione dei diari.
I testi informativi, descrittivi e regolativi devono essere particolarmente rispettati nelle loro caratteristiche di chiarezza e coesione e nell’atto di trasmettere sul blog i loro quadri di vita, gli alunni devono attivare strategie metacognitive e subentra lo sforzo di vedere davanti a sé un interlocutore ignaro del loro vissuto per cui nasce la necessità di trovare un contenuto che possa interessare sia il mittente che il destinatario virtuale e che permetta la condivisione.
Non è il solo alunno che comunica, ma con lui la classe che si interroga, discute e riflette, poi decide e si esprime, in un lavoro che è insieme collettivo e individuale; l’autovalutazione diventa valutazione intersoggettiva.
Il blog, che ha assunto la conformazione di un multiblog, diventa un veicolo di aggregazione per la classe stessa, che comincia a sentirsi corresponsabile anche nel lavoro personale, perché esprime l’identità del gruppo.
La puntata del giallo del lunedì creata dal singolo esprime la volontà della classe che ha stabilito di costruire insieme una narrazione e di procedere attraverso un percorso partecipato.
...............
Ritornò dentro alla sua capanna, che aveva costruito per pensare e per andarci quando voleva stare un po' da solo e in pace. Nessuno sapeva dell'esistenza della piccola dimora, l'aveva costruita l'estate prima con travi sottratte a suo padre, mentre era impegnato a lavorare. Era una semplicissima capanna o "casa" come la definiva lui. Era molto piccola, aveva una finestrella e al suo interno era spoglia. Era costruita sul primo ramo di un albero e l'aveva pitturata del colore della pianta. Per accedervi vi erano dei piccoli pezzi di trave piantati al tronco dell'albero.
...........................
..........................
L'intervento completo è qui:
Maria Luisa Necchi.
Intervento al Seminario di informazione-formazione:
Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione: le vie educative e relazionali.
29 Aprile 2005 Liceo Mazzatinti Gubbio:
COOPERATIVE E-LEARNING NEGLI IPERTESTI E NEL BLOG LUISASCUOLA.
Nell’insegnamento ho sempre prediletto una didattica che prevedesse una partecipazione attiva degli alunni; questo atteggiamento si è sempre più consolidato, confortato dai risultati dell’apprendimento da parte dei ragazzi.
I lavori di gruppo con ricerche sul campo sono stati il punto forte del processo formativo ed i prodotti realizzati sono stati significativi.
Ho inserito presto nella didattica le tecnologie della comunicazione ed ho condotto gli alunni a produrre schede di approfondimento, portandoli a creare degli ipertesti, piuttosto che servirsi di ipertesti. I motivi della scelta di questo metodo sono stati essenzialmente due: prima di tutto far lavorare in prima persona gli alunni nel costruire un sapere in un’ottica di responsabile cooperazione; poi, comunicare ad altri quanto scoperto per condividere la gioia della conoscenza e offrire il proprio apporto a chi è curioso di sapere per poi andare oltre.
Nel costruire l’ipertesto l’alunno non è solo, come studiando esclusivamente sui libri; dal libro e dalle fonti egli parte, ma si informa per poi informare e lo fa insieme con gli altri, in una learning community; la dinamica del cooperative learning attiva comportamenti di metacognizione che l’alunno da solo non attuerebbe.
La realizzazione di un ipertesto coniuga la positività dell’apprendere aiutandosi a vicenda nel ruolo dei pari con scambio di conoscenze e stili, con quella di usare fonti diverse per approfondire e anche ampliare, secondo la propria curiosità, un argomento nel modo più naturale che è quello di procedere attraverso mappe concettuali: la conoscenza che non procede in modo lineare, ma secondo l’interesse che scaturisce nell’affrontare l’argomento e il proprio stile di apprendimento.
Usando la rete, cooperative learning diventa cooperative e-learning: costruire un CD del lavoro ottenuto attraverso una ricerca e proiettarlo a tutta la scuola, ai genitori ed agli amici è di grande soddisfazione; inserirlo nel sito scolastico e comunicarlo al mondo è entusiasmante.
Gli ipertesti dei miei ex-alunni messi in rete nei precedenti anni scolastici sono oggi fonte di studio per gli alunni di oggi che, apprendendo dall’opera dei compagni che li hanno preceduti, riconoscono il valore di conservare “memoria” dello studio e delle scoperte effettuati; si rendono conto della possibilità di fare una verifica del prodotto stesso, ripercorrendone alcune tappe e acquisiscono coscienza dell’importanza di realizzarne di nuovi per ampliare le proprie conoscenze e divulgarle.
Con il metodo di costruzione della conoscenza attraverso gli ipertesti, ho potuto verificare che non solo gli alunni apprendono come se avessero studiato sui libri o su software commerciali, ma hanno imparato di più e più a lungo termine, hanno inoltre acquisito il metodo di studio e di ricerca, sia questa intesa come indagine sul campo che in rete.
L’aiuto che gli alunni si offrono a volte è più proficuo dell’input che dà l’insegnante ed è l’alunno stesso, che trovandosi di fronte ad una difficoltà si pone il problema di come superarla e si rivolge all’insegnante che, entrando in campo nel momento opportuno, è efficace nel suo intervento.
A scuola non si va volentieri; se si lavora in prima persona, c’è uno stimolo forte, mirato e diretto ed allora si può venire a scuola volentieri: sono io che opero, sono io che costruisco, sono io che conquisto.
Costruire il sapere è gioia, comunicarlo è realizzare un fine naturale della persona.
“I pellegrinaggi nei percorsi tra l’Alta Lunigiana e il Parmense” realizzato sei anni fa ed inserito nel sito dell’Istituto “P. Ferrari” xoomer.virgilio.it/po_compre, per esempio, ha comunicato nell’ambiente vicino e, attraverso Internet, in quello lontano un’opera degli alunni, informando su aspetti di un territorio alla maggioranza sconosciuti.
Oggi viene ancora consultato.
Con esso “R come... Rinascita Rivoluzioni Romanticismo“, “È successo nel Novecento”, il giornalino scolastico “Noi ragazzi” sono stati elaborati con impegno e con fatica, ma ne è seguita gioia per averli messi in condivisione.
Nel Marzo 2004 nasce Luisascuola, il blog didattico della Terza B dell’I.C. “P. Ferrari” di Pontremoli.
All’inizio, gli alunni pubblicavano soprattutto diari di giornate particolari di scuola e del tempo libero, saluti, comunicazioni di attività scolastiche: gite, gare; anch’io ho inserito note di eventi e avvisi, in seguito arricchiti dalla comunicazione agli assenti delle attività svolte a scuola e ciò è stato molto apprezzato dai genitori.
Quest’anno con la classe di prima media ho impostato sul blog Luisascuola, oltre alla stesura di diari, avvisi, cronache, una storia che avrebbe preso forma via via, giorno dopo giorno: La storia meravigliosa del mondo dei fanciulli.
Lasciando liberi i ragazzi di fantasticare e di creare, essi hanno dato sfogo alla loro fantasia nel cui mondo hanno dimostrato di appartenere ancora e la storia ha preso la forma della fiaba: magia e personaggi immaginari, colpi di scena spettacolari, mondi evanescenti e poi l’eterno contrasto tra il buono e il cattivo.
Ecco il senso del suo nome: La storia meravigliosa del mondo dei fanciulli; infatti la storia di Kristy racconta non soltanto le avventure di una bambina che lotta contro il male ed incontra sulla sua strada buoni e cattivi, ma è ciò che il mondo dei fanciulli esprime e fa emergere dal profondo: quello che il fanciullo ha in sé e che desta stupore per la sua spontaneità e la sua ricchezza; quello che sa ancora parlare al cuore e che è davvero meraviglioso.
La fiaba si sta ancora componendo e si accinge ormai al suo epilogo, ma comunque essa si concluderà sarà il modo con cui il fanciullo vorrà risolvere le sue incertezze e le sue paure, appagare i suoi desideri: sarà certamente una vittoria sul male, un messaggio che i nostri alunni, tutti insieme con semplicità, sapranno dire a noi adulti.
Tutto questo non sarebbe qui significativo se la storia non comparisse su un blog e non fosse visitato da tanti navigatori che spesso commentano ed incoraggiano; inoltre, la sua composizione è stata aperta ad altre mani: insieme con una classe dell’Istituto i ragazzi hanno potuto sperimentare una collaborazione che ha suscitato entusiasmo, pur incontrando talvolta alcune difficoltà intrinseche a questo tipo di attività; infatti, essa non si svolge nello stesso momento, ma con interventi periodici che prevedono il ripercorrere la fiaba con un’attenta lettura per continuarla in modo pertinente e logico.
Il blog è diventato quindi un multiblog e vi possono pubblicare anche i genitori e gli alunni da casa; si sono, così, rinforzati i rapporti scuola-famiglia con entusiastico consenso dei genitori, che si sentono partecipi del cammino scolastico dei loro figli per la crescita globale della loro persona.
In questo momento Luisascuola viene contattato da insegnanti di Istituti del territorio con lo scopo di intervenire sul blog o di stabilire una prossima collaborazione; questo dà testimonianza di un intensificarsi di contatti con le scuole che cominciano ad interessarsi della forma didattica del blog e la stanno apprezzando. Già nello stesso Istituto è nato un nuovo blog in una classe parallela: Patribook che collabora con noi; si sta cominciando lentamente e faticosamente a far conoscere anche intorno a noi questa forma di comunicazione così utile per la didattica e si sta superando pian piano quel terribile nemico tanto spesso evocato dagli insegnanti che è il “non ho tempo”. Infatti, per lavorare con la rete si devono soprattutto programmare bene i tempi che, in effetti spesso vengono a dilatarsi per l’organizzazione interna all’Istituto circa l’uso delle aule speciali e per i tempi stessi degli alunni che sono lunghi per vari motivi.
Luisascuola, inoltre, ha dato spazio all’inserimento di lavori attuati nei laboratori d’italiano, in sintonia con la Riforma: vi compaiono schede di avviamento al latino con immagini e l’origine dei nomi; vi sono pubblicate schede di libri finalisti del Premio Bancarellino di Pontremoli, in collaborazione con Patribook; si vedono fotografie inedite della città ed altre sono pubblicate su blog amici per far conoscere il territorio.
Inoltre, link ai nostri siti scolastici permettono di leggere in rete il Giornalino e gli ipertesti prodotti dagli alunni, non solo, anche di prendere visione delle Unità di Apprendimento della classe e dei relativi schemi e scaricarli.
Infine, la classe ha iniziato una collaborazione con tre scuole primarie d’Italia attraverso Luisascuola e i blog Maestraleila, Il caffè dei lettori, Terradimezzo per la realizzazione del Grande libro della Pace. Gli alunni della Prima B, infatti, ricoprono la funzione di correttori di bozze e questa esperienza ha potenziato notevolmente le caratteristiche più significative del blog, che sono, oltre la comunicazione, la collaborazione e la condivisione.
I ragazzi sono molto entusiasti di lavorare con bambini lontani e hanno il desiderio di conoscerli e per questo comunicano attraverso i commenti e direttamente sui post dei loro blog.
L’uso del blog nella didattica aiuta a rendere coscienti i ragazzi di procedere nel cammino verso la formazione della loro persona in comunione con tanti altri giovani come loro; si rendono conto di ciò che li accomuna, si abituano soprattutto a sentirsi parte di una società più vasta, a sentirsi gruppo anche con il compagno lontano e da questo prendono forza ed assumono coraggio per procedere nel lungo e talvolta faticoso cammino verso l’autonomia. Acquisire la consapevolezza di camminare insieme rafforzerà in loro il senso della condivisione che sapranno esercitare poi, da adulti, in una collaborazione che aiuta e gratifica.
Maria Luisa Necchi.